Giorno 2 a Milano – Si parla di penalizzazioni


Seconda giornata, si comincia parlando di penalizzazioni con Andrea Scarpetta, Gianluca Campo, Leonardo Gallina. Si comincia con una dichiarazione ben chiara: le penalizzazioni sono rare, sono motivate ed è possibile uscirnee. Basta avere un metodo!

Per prima cosa è necessario:

  1. identificare la presunta perdita,
  2. poi circoscrivere le cause
  3. risolvere la sitazione e/o prevenirla

Vediamo un po’ di terminologia.

penalizzazioni su googleSi parla di penalizzazioni con un po’ di abuso. Ci sono differenze fra update algoritmico o di sistema (oscillazioni in serp molto piccole), per vederlo si può usare Mozcast. Per esempio Hummingbird era stato rilasciato ad Agosto e nessuno se ne era accorto! Altro discorso è una modifica al sistema. In questo tipo di situazione non ha senso fare una richiesta di ri-considerazione.

Anche il refresh dei dati è un aggiornamento dei dati, all’indice. Non accade molto spesso. E’ percepibile le modifiche alla serp, in genere è sempre una cosa positiva, situazione classica un post penguin.

Poi ci sono le penalizzazioni manuali che portano un calo in serp. Essendoci un intervento umano può essere su singole keyword o pagine.

Nel 2002 si diceva che il Pagerank era morto! (in realtà non è così).

Nel 2003 comincia la Google Dance: gli indici si aggiornavano. Cali e risalite nelle serp. Tutta la comunità di seo viveva quel periodo con grande ansia.

Igianluca campol primo periodo di update è terminato con un update di sistema chiamato Bart. In quel periodo girava la parola “Everflux” aggiornamento continuo dei dati.

Dopo questo periodo nel 2003 – 2005 sono arrivati gli update algoritmici: Florida, Austin, Allegra, Bourbon, Jagger e infine Big Daddy.

Nel quinquennio successivo (2005-2010) arriva Universal Search, Google Places, Suggest.. finisce con l’update di sistema Caffeine. Sono gli anni in cui Google cambia profondamente, e diventa quel che conosciamo oggi.

Ultimo triennio (2011-2013), parte con Caffeine, passa per Panda e Penguin.

Vediamo cosa fare se si ha un sospetto di penalizzazione.

Cosa indica un calo di traffico? Non sempre una penalizzazione. Quindi verifichiamo:

  • che il sito non sia giù
  • che ci sia il codice di Google Analytics (a volte in una migrazione si perdono pezzi per strada). Uusate Tag Assistant. E’ un’estensione di Chrome molto utile. Oppure Screaming Frog.
  • c’è stato un problema di calo di traffico organico
  • se ci sono stagionalità, potrebbe essere sensato un calo di traffico
  • usare gli “eventi intelligenti” di Google Analytics
  • analisi di keyword o pagine. quali keyword hanno subito maggior perdita di traffico? purtroppo col not provided è difficile da capire. Possiamo usare Google Web Master Tools. Non è preciso ma ci da indicazioni sulle aree semantiche. Possiamo impostare un periodo (ultimi 10 giorni) e vedere le modifiche. Possiamo impostare al massimo 30 giorni prima. Potremmo escludere le keyword brand. Altri strumenti: Free monitor for Google, Rank tracker di SEO Power Suite. Altro strumento fatto bene è Search Metrics per il monitoraggio di terze parti. Anche da Google Analytics usando i filtri controllando gli accessi da organico a certe specifiche pagine.

Principali cause di NON penalizzazione: codice tracciamento Analytics sparito, migrazione (per controllare un sito esterno, nel tempo, usiamo archive.org), errore 404 e 410, pagine de-indicizzate (magari per colpa di un meta tag no index), serp con troppa universal search, competitor più agguerriti, trend stagionali, siti eccessivamente lenti.

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