Linkare non nuoce gravemente alla salute, anche dopo Penguin


ATTENZIONE: il titolo è volutamente provocatorio e fuori tema!

Il World Wide Web
L’insieme di documenti HTML collegati da link costituisce il WWW.

Non so perché, ma Cutts ultimamente sta guadagnando la mia simpatia.

Vado sulla scia di Angelo Marolla con il suo post “Social Network: citare la fonte non nuoce gravemente alla salute” e, come detto sopra, il titolo è volutamente e schifosamente poco adeguato. Ho pensato bene, dunque, di aggiungere anche la parola magica “Penguin”, che è oramai una delle più abusate in ogni post dove si parla di linking.

Mi è venuta voglia di scrivere questo articolo anche grazie ad Alessandro Mencarini che mi ha linkato un post di Massimo Mantellini dal titolo “Cinque consigli col ditino alzato”.

Linkare la fonte è una buona cosa

Yes we canCutts dice:

“I’ll just say, for my personal preference, I really appreciate when there’s a link somewhere relatively close to the top of the article because I really kind of want to know when someone’s talking about it, you know, hey, go ahead and show me where I can read the original source or let me look up more information,”

E continua:

“There are a lot of blogs that will give one tiny little link all the way at the bottom of a big long story, and by that time, it just doesn’t seem like it’s quite as useful, but that’s just a personal preference. That’s not ranking advice as far as it goes.”

Personalmente sono della stessa idea e tu?

Anche Cutts odia i big (copiatori) player

Sempre lui:

“The only other thing I hate – this is once again just personal – is whenever you’ve got a regular news report, whether it’s in a mainstream newspaper – New York Times, AP, whatever – and they say, ‘Blah Blah Blah said on a popular webmaster blog that blah blah blah,’ and they don’t link to the source,”

E di seguito:

“I mean, come on. Link to your sources, whether you’re a journalist, whether you’re a blogger, let people go and look at the original information themselves so that they can suss out what they think about whatever it is that you’re writing about. So if you just say, ‘Oh, it was discovered on a popular forum that blah blah blah,’ then we have to go look for it. That’s really annoying.”

Se qualcuno ancora evita di linkare la fonte per ragioni a me oscure, magari adesso c’è una voce rilevante da ascoltare.

Morale della storia

Se parli di qualcosa e non offri approfondimento e contesto stai parlando di aria fritta: grande giornale, famoso blogger, piccola rivista, blogger novello o chiunque tu sia!

Il web è fatto di link. Per citare Fabio Vitali:

L’esigenza di evidenziare visivamente riferimenti e connessioni implicite od esplicite tra testi esiste da sempre.
Commentari a libri importanti (Bibbia, Talmud, Corano fino alla Divina Commedia o agli autori classici), che esistono fin dal tardo impero romano, utilizzano ogni sorta di trucco grafico e visivo per realizzare effetti di collegamento.
Era solo inevitabile che la meccanizzazione prima, e l’informatizzazione dopo, cercasse meccanismi per migliorare quest’esigenza, ed automatizzarne la fruizione.

E poi:

L’insieme di documenti HTML, residenti su server diversi e collegati da link, costituisce il World Wide Web.

Fuck the Penguin & Fuck the nofollow. La SEO non conta un cacchio!

Di qualsiasi religione tu sia… linka! È scritto nella storia.

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