Google, lo stai facendo nel modo sbagliato


Don’t Be Evil
Google e il motto perduto.

Negli ultimi mesi mi capita sempre più spesso di leggere post critici verso Google, perfino sul suo stesso social network. In effetti ogni giorno diventano sempre più evidenti la strategia del terrore sui backlink ed il predicare bene e razzolare male al quale il webspam team guidato da Matt Cutts ci sta abituando.

Dal punto di vista di un web master, online si trovano facilmente esempi di comportamenti strani da parte di Google anche senza andare troppo indietro nel tempo:

Gli esempi potrebbero andare avanti ma non è il fine di questo post, Google è una azienda a casa sua può fare quello che vuole, solo l’utente finale può fare da ago della bilancia e finché i risultati di Google saranno i migliori dubito che la situazione cambierà.

Il problema che vorrei evidenziare però non riguarda la SEO, qualcosa sta sfuggendo al marketing della gallina d’oro di Google, ovvero AdWords.

I condor informatici

Google vuole solo i tuoi soldi
Ai consulenti Adwords di Google non interessa il tuo ROI

Da buon consulente AdWords ho un centro clienti (MCC) con il quale gestisco tutti i diversi account attivi. Google ovviamente vede queste informazioni e le usa a fini commerciali. E’ capitato spesso che da Google mi chiamassero per promozioni o coupons AdWords ma ultimamente si stanno spingendo un pochino oltre la linea del buon senso, a volte persino scavalcandomi e contattando direttamente il cliente finale con proposte a mio parere molto discutibili. Vi racconto 3 casi differenti poi giudicherete voi.

Caso 1: Pochi giorni fa mi chiama un dipendente Google dicendo che gestirebbe gratuitamente il mio MCC con tutti i clienti contenuti, così (dice lui) io potrò concentrarmi di più sull’aspetto commerciale, attivando nuovi account AdWords. Io replico che non sono un commerciale e nemmeno un rappresentante di Google, per farla breve spiego che il mio lavoro è proprio quello che si propone di fare lui, gratis. Poi penso che la certificazione AdWords ai tempi l’avevo anche pagata (ora gli esami sono gratuiti) ma non ho osato chiedere se anche lui ne fosse in possesso.

Caso 2: Pochi giorni più tardi un altro dipendente di Google chiama un mio cliente e si propone di gestirgli gratuitamente la campagna AdWords. Il cliente poco dopo mi chiama chiedendomi spiegazioni “perchè pago te se Google può farmi la stessa cosa gratis?”

Caso 3: Come se tutto ciò non bastasse l’ennesimo dipendente Google chiama un altro mio cliente dicendogli che, dopo aver analizzato attentamente il setup della sua campagna, ha notato una mancanza molto importante che precludeva il vero rendimento di AdWords. Aggiunse ovviamente che lui lo avrebbe potuto aiutare, aggratiss! Il cliente contattato per telefono da big G si sente Jessica Rabbit e l’idea lo stuzzica…”Chi più di un dipendente Google può aiutarmi con Google AdWords?” Pensa ignaro…

Avete già capito qual’era la grave mancanza?

Rullo di tamburi…

#TantoSoCheLoSapeteGià altrimenti #Sapevatelo

“Manca la campagna display!” dice il Google Adepto!

Io cerco di istruire bene i miei clienti ma in alcuni casi (per fortuna rari) il Google Adepto è più convincente di me. Esattamente, è quello che pensate… Alla fine questo cliente è caduto nella trappola. Guardate lo screenshot sul report della campagna, si commenta da solo. Il 3 giugno ho ricevuto le scuse del cliente.

Ecco come è andata negli stessi giorni la campagna attivata dal dipendente Google:

Le campagne gestite da Google

Le campagne gestite da Google

Ecco, ora mio caro commerciale spiega al cliente che hai fatto una vendita da 15€ spendendone 2.590€.

Google Partners e le sue care agenzie

Da oltre un anno Google sta promuovendo Google Partners. Questo sistema permette alle agenzie PPC di essere menzionate sul portale dedicato, previa registrazione e certificazione AdWords. Su questo sito le aziende possono cercare l’agenzia più vicina e contattarla, è quindi uno strumento di lead generation per affiliati AdWords. Google Partners sarebbe molto utile se allo stesso tempo i vari Google Adepti non si intromettessero, generando scontento sia verso i clienti sia verso le agenzie e consulenti che da sempre vendono il PPC. Queste cose, secondo me, sono sbagliate da fare, sono contro-producenti, anti-commerciali e perfino, permettetemi il termine, un po da infami. In Giappone se una azienda bypassa il suo grossista tradizionale viene radiata per non essersi comportata correttamente, e non lavora più… Ma qui siamo in Italia e Google si adegua…

Il conflitto di interessi

In questa bella soap sono rappresentati 3 soggetti: il cliente, il consulente/agenzia e il Google Adetto.

  • Il cliente vuole fare pubblicità online per vendere i prodotti. Vuole sempre spendere il meno possibile e vendere tantissimo, ottenere costi di conversione prossimi allo zero e tassi di conversione del 200%
  • L’agenzia o il consulente ha come mission la soddisfazione del cliente. Il cliente che capisce il valore della consulenza è portato a collaborazioni durature, lui vende, noi lavoriamo, tutti vincono.
  • Il Google Adepto è un commerciale, deve raggiungere numeri di vendita predefiniti: nuovi account aperti, incrementi di spesa del cliente, etc. L’ottimizzazione del ROI della campagna non è sicuramente la prima cosa che gli viene in mente. Per esperienza posso dirvi che su 10 chiamate da un dipendente Google per consulenze AdWords gratuite, 5 consigliavano un incremento di bid sulle parole chiave e budget e le altre 5 consigliavano di attivare la rete display. Visti i risultati avrei da obiettare

Ora fate le vostre conclusioni e condividete…
certo che avrete da raccontare anche voi storie simili.

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