Quanto deve essere lungo un contenuto per la SEO?


Quando uno è bravo è bravo: lasciatemelo dire.

Infatti è facile risponde alle domande che ti scegli da solo 😀

La risposta a “quanto deve essere lungo un contenuto per la SEO è facile”: la domanda è sbagliata, la lunghezza non c’entra niente con la SEO, ma con le persone e l’argomento cercato.

Ti piace vincere facile, direbbe qualcuno. Però è una domanda frequente.

Diamo per scontato che il motore di ricerca non premia articoli con un numero di parole preciso, tipo 300. Tra le altre cose è uno dei 3 Miti SEO che, per l’indagine sugli Hot Topics della SEO del Search Marketing Connect, la comunità di esperti ha affermato che “È uno dei temi che dovrebbero sparire per sempre dalla mente di tutti i SEO”.

Insieme a Keyword Density e al Seguire il Semaforo di Yoast.

Insomma, è evidente che le ricette SEO sono da evitare così come le ricette fatte per una persona che non ha mai cucinato. E che infatti, fa pasticci. Ma chiunque abbia un progetto sul web non può essere paragonato a chi, per la prima volta, si mette a cucinare. La SEO è una roba seria, come la cucina.

Piccolo indice per orientarvi

Perché non esiste una lunghezza ideale?

Entrando un po’ più nel tecnico una lunghezza ideale, logicamente, dovrebbe corrispondere a qualcosa per il motore di ricerca. Immaginate di essere un motore di ricerca e di voler stabilire una lunghezza ideale per i contenuti.

Giochiamo. Siamo nel 1997 e decidiamo che gli articoli da 300 parole sono i migliori. Non entriamo nei dettagli di questa affermazione idiota.

Poi ad un certo punto, quando abbiamo iniziato a indicizzare gli articoli, qualcuno alza la mano in riunione e chiede:

Ma scusate, per tutte le ricerche dedicate alla poesia “A Silvia”, sarebbe meglio premiare quelli da 322. E allora ai vostri ingegneri viene in mente che dovrebbero indicizzare tutte le poesie, scoprire le lunghezze di ogni poesia, e fare una lunghezza diversa per ogni poesia.

E per le poesie nuove? Esiste un database di poesie?

Allora un’altra persona alza la mano e chiede: ma per tutte le ricerche dei risultati delle squadre di calcio, non conviene premiare quelli che offrono il risultato con i goal giusti? Quindi ora studiamo tutti i risultati in tempo reale, stabiliamo la lunghezza per ognuno e via.

Questa storia del 1997 fino al 2019 continua, ad ogni riunione, sempre, ogni giorno, per questi 22 lunghi anni.

Avete capito perché non si può fare?

Primo perché ha un costo umano enorme (e stiamo parlando di persone che hanno un costo orario elevatissimo per l’azienda) e secondo molto più comprensibile per chiunque abbia un minimo di conoscenza informatica: È IMPOSSIBILE PER GLI ALGORITMI.

Ogni santa parola andrebbe associata ad una lunghezza ideale e questa andrebbe costantemente ricalcolata. Per tutte le MILIARDI di frasi che cerchiamo. Ogni giorno. Avete idea di quanto costerebbe una simile idiozia?

E poi per valutare cosa? Quando ci sono fattori molto più facili da prendere in considerazione 🙂

Ma gli articoli più lunghi si posizionano meglio!

Non è vero? Non l’abbiamo già sentita?

Miliardi di volte. Ma più lunghi di cosa esattamente? Di quelli che ogni persona che dice lunghi ha percezione che siano lunghi?

Usiamo parole a caso e non ci capiamo niente.

Per dire lunghi e quindi parlare con un motore di ricerca dovremmo presupporre che ci sia una misura di lunghezza. Ma non c’è. Quindi, torniamo al punto iniziale. 1000 parole? Per quale chiave? Per tutte?

Già, perché una volta che abbiamo eliminato la scorciatoia numero uno (lunghezza precisa), cerchiamo comunque di trovare la nostra ricetta, come modello di pensiero. Quindi andiamo sul generico, articoli lunghi.

Articoli che trattano più sfaccettature di un argomento hanno più possibilità di comparire, non perché sono lunghi, ma perché trattano più sfaccettature. Ed è una cosa banale.

Ho 5 invitati a cena.

Se preparo una 100gr di pasta alla nduja mangia una persona, forse (e se fossero 5 vegetariani?).
Se preparo 500gr di pasta alla nduja, se non c’è nessun vegetariano, mangiano tutti e 5.
Se abbiamo dei vegetariani e faccio sempre 500gr di pasta ma metà alla nduja e metà alle zucchine, mangiano tutti.

Capite che non c’è nessun premio da dare a chi dice che gli articoli più lunghi si posizionano meglio?

Non si posizionano meglio, si posizionano di più.

Non è la lunghezza a creare vantaggio, ma il fatto che un articolo che tratta più sfaccettature soddisfa più persone, quindi, di conseguenza, sono le persone che lo premiano, nel tempo.

Stop alle indicazioni di questo tipo

Invece di uscire dal modello mentale al quale siamo abituati a pensare alla SEO, cerchiamo di applicare il modello in un altro modo. E basta: va bene, costa tanta fatica cambiare, ma costa molta più fatica rimanere attaccati alle credenze perché è più facile.

NON ESISTE ALCUNA INDICAZIONE SULLA LUNGHEZZA.

La lunghezza ideale è quella necessaria a soddisfare il bisogno che ha la persona. E come noi quando diciamo lunghi non ci capiamo perché diciamo la stessa parola ma intendiamo cose diverse, anche gli utenti, quando cercano una frase ognuno ha un bisogno molto personale.

Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di provare a immaginare i bisogni più frequenti degli utenti che digitano quella chiave e provare a vedere quelli che noi riusciamo a soddisfare e che ovviamente sono legati alla nostra mission e al nostro business.

Va bene: ma come faccio?

Eh niente: scrivi.

Io uso un sistema, la lente d’ingrandimento. È una pompa dell’intuizione che mi sono creato ¹. Estremizzo le cose per vedere cosa c’è.

Giochiamo ancora. Umberto Eco è ancora vivo e si rende disponibile a scrivere per te.

Tu scegli il tema: Le Legioni di Imbecilli e Internet.

Secondo te, sei in grado di dargli altre indicazioni sulla scrittura?

Ti chiederà mai quanto deve essere lungo? Se sì, magari lo farà per uno scopo: sa che non hai tutto lo spazio a disposizione e forse neanche tutto il tempo per aspettare un suo articolo. Forse si romperà le scatole e ci scriverà un libro perché nel mentre si rende conto di altre cose.

Ecco. Non c’è una formula SEO. Non c’entra la SEO con la lunghezza.

Estremizzando: io mi vergognerei a dire a Umberto Eco di inserire le chiavi nel titolo 😀

Quindi la cosa molto importante da fare è cercare di mettersi nei panni delle persone e crearsi una mappa di punti che bisogna trattare.

Se proprio ci si vuole concentrare su qualcosa di importante, che sia tutta la parte di comunicazione che riguarda il titolo, la descrizione e quello che viene chiamato abstract.

Tutte quelle zone dove la persona decide costantemente se entrare proprio nel vostro articolo, se quell’articolo è proprio quello che stava cercando, se è davvero il caso di leggerlo tutto…quelle sono zone dove concentrarsi.

Conclusioni

So che nel settore c’è l’uso di commissionare gli articoli e la scrittura dei contenuti. L’importante è non definire la lunghezza come un parametro SEO. Vi viene più facile commissionarli con una lunghezza standard per una questione economica. Certo.

Vi invito però a fare una riflessione, insieme ai vostri clienti. I prossimi 10 articoli, invece che pagarli x per xxx parole, perché non provate invece a chiedere alla persona di scrivere senza questo vincolo? Di concentrarsi sulla scrittura e sul bisogno che potrebbe avere quell’utente?

Giusto per vedere l’effetto che fa.

Molti brand dovrebbero, per esempio, avere una voce riconoscibile. Un modo loro. Ma questa è un’altra storia no?

O forse no. Forse la SEO riguarda molto di più l’umano che non il tecnico. Forse.

 

Giorgio

Note

  1. Il termine pompa dell’intuizione è di Daniel Dennet, filosofo e scienziato cognitivo. Vi consiglio il suo libro Strumenti per Pensare.

 

 

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