SEO, Retribuzione e Conversionatore: non basta un punto


Super uomo

Il conversionatore

Questa mattina sul tagliablog si parla di Conversionatore e a tal proposito mi son ricordato di una discussione fatta durante il SEO Beach con Mr.Jinx proprio su questo tema.

Questione di opinioni, ma anche questione di professionalità.

Quando si parla di retribuzione in base alle conversioni bisogna fare molta attenzione, ma sopratutto bisogna essere realisti. Sono convinto che molti di quanti svolgono questo lavoro abbiamo la sindrome da “Super Uomo” credendo di poter controllare in modo totale tutto il processo di vendita, di marketing, di reputazione e ogni fattore non direttamente collegato all’attività online e sopratutto pensano di poter convertire sempre, su ogni prodotto e su ogni mercato.

Non è così. Per quanto ci si autoconvinca che lo sia non lo è.

Questione di settori ?

Se da un lato per alcuni settori è possibile valutare e quantificare le conversioni e controllare completamente i flussi in altri ambiti non è così immediato.

Le attività di Web Marketing sono tantissime e non è ipotizzabile in molti settori pensare ad una strategia di questo tipo dove i risultati non possono arrivare nel breve periodo, ma solamente dopo un’intensa attività di Marketing sul Web e non solo che mette in campo più forze, più risorse, più energie, più competenze.

Qualsiasi professionista, azienda, “super uomo” che pretenda di approcciare ad un progetto simile con lo spirito del Conversionatore è destinato al collasso perché non potrà mai sostenere lo sforzo in termini di risorse umane che sarebbe necessario.

Questione di controllo

Si parla sempre di controllo totale e di necessità di essere praticamente parte dell’azienda, ma è una follia, forse applicabile a piccole realtà, ma non di certo applicabile a grandi realtà (almeno in non tutti i settori). Quando si arriva al punto di volere un conversionatore esterno l’aziende sarebbe ben più lieta di internalizzarlo per più di un motivo.

Il controllo totale non si può avere su grandi realtà perché entrano in gioco tanti e troppi fattori che saranno sempre fuori dal nostro controllo.

Perché svalutare ? Non tutti sono truffatori

Ragionando nell’ottica che non ci sia serietà è un mal costume molto italiano, che con il tempo si è iniziato a costruire attorno a questo mondo ancora sconosciuto ai più, ma la realtà è che in Italia ci sono moltissimi professionisti seri che vanno retribuiti per il lavoro che svolgono. Il lavoro va pagato per le ore effettive che vengono impiegate a svolgerlo (che sono poi quasi sempre stimate per difetto).

Ragionare con l’ottica del conversionatore potrebbe farci per assurdo dire che:

  • l’operaio verrà pagato solo se la macchina che ha contribuito a montare verrà venduta, oppure
  • che il chirurgo verrà retribuito solo se l’operazione va a buon fine (considerando che spesso gli interventi d’urgenza sono tentativi estremi di salvare chi è già morto), oppure
  • che il programmatore verrà pagato solo se la sua applicazione sarà venduta, oppure
  • che un docente universitario verrà pagato solo se il 90% dei suoi studenti supererà l’esame, oppure
  • oppure…

Lo so sono paradossali, ma è per far capire che in ogni ambito c’è sempre un insieme di fattori che possono determinare il successo o l’insuccesso di qualcosa, la vendita o meno di un prodotto o servizio. In progetti complessi non esiste il controllo totale. Se qualcuno in un progetto complesso vuole avere l’ambizione di dirvi che vi sta dando il controllo totale sta mentendo, perché non ha il controllo e la conoscenza di tutte le variabili che entrano in gioco.

Restiamo in terra (non servono i super uomini) e come sempre avviene per la SEO ogni caso è diverso quindi la generalizzazione è fuori luogo.

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