Sulla Cookie Law e Google Analytics


In queste ultime settimane ho sperimentato parecchie soluzioni giocando un pochino con il codice di Google Analytics e sentito parecchi pareri legali, oltre ad aver avuto anche qualche scambio via Twitter con il responsabile stampa del Garante Privacy.

Oltre a questo ho anche avuto l’occasione di fare un intervento (insieme ad Enea Scerba, Andrea Cardinale e Stefano Rigazio) sulle soluzioni tecniche per implementare correttamente l’opt-in richiesto dal Garante (tra cui Italy Cookie Choices), ed un Q&A durante l’ultima plenaria del Festival dove abbiamo avuto occasione di discutere con il presidente di AICELAndrea Spedale -, una esperta di Privacy – Patrizia Meo – e un avvocato esperto di web – Simone Bonavita.

Durante tutte le sessioni sono emersi i tanti dubbi che la normativa e i successivi chiarimenti hanno generato, tra terze parti e profilazione.

Di sicuro uno dei temi più importanti è quello legato a Google Analytics, che una grande fetta dell’utenza mondiale utilizza. Come potete vedere dalla seguente tabella ottenuta utilizzando Google BigQuery sull’archivio dati dei primi 1.000.000 di siti Alexa otteniamo il seguente risultato:

Riga Strumento di Analytics Occorrenze
1 ga 345066
2 piwik 7081
3 s_code 5986
4 webtrends 2318
5 shinystat 478
6 ntpagetag 393
7 webtrekk 39

Va da se che serve trovare una soluzione per evitare di infestare il web di “Banner informativi” per l’utilizzo di un “semplice” sistema di Analytics senza il rischio di perdere traffico mettendo blocchi preventivi inutili.

Sebbene vada ancora chiarita la situazione Google Analytics + Remarketing (profilazione di terze parti ovviamente), che viene trasformata dal garante in una responsabilità dell’utilizzatore nonostante veda solo dati aggregati e usi lo strumento terzo per ogni operazione, allo stato attuale esiste la possibilità direttamente modificando il codice di Google Analytics di evitare il passaggio dati con qualsiasi altro strumento di remarketing e con qualsiasi tipo di demografica.

Il codice utilizzabile per ottenere tale configurazione è il seguente:

<script>
  (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){
  (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o),
  m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m)
  })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga');

  ga('create', 'UA-XXXXXXX-X',  {'siteSpeedSampleRate': 100, 'anonymizeIp': true, 'storage': 'none', 'clientId': window.localStorage.getItem('ga_clientId')});
  ga(function(tracker) {
    window.localStorage.setItem('ga_clientId', tracker.get('clientId'));
  });
  ga('send', 'pageview');

</script>

In questo modo continua a funzionare tutto tranne le demografiche e ogni funzionalità di remarketing.

Viene anche abilitata l’anonimizzazione degli IP così come richiesto dal Garante e di conseguenza il sopracitato codice rende a tutti gli effetti Google Analytics un Cookie tecnico e dunque senza alcun bisogno di mostrare il banner di informativa breve.

Vi invito a sperimentare il codice, ma dai nostri esperimenti non passa nulla di nulla e tutto continua a funzionare a dovere.

PS: Altra cosa interessante venuta fuori dalla discussione in plenaria è che ad esempio il collegamento di GA con Search Console può essere fatto senza problemi perché tratta soltanto dati aggregati.

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