Una SEO Checklist per cambiare il tema WordPress senza rischi


WordPress è indubbiamente uno dei CMS più diffusi in assoluto, in tutto il mondo.

Sono sempre più i blogger, anche di grande successo, che vi si affidano per gestire i loro contenuti e più in generale la struttura del loro sito web. Com’è noto, poi, WordPress offre, oltre alla grande intuitività delle sue funzioni, possibilità illimitate in merito ai temi applicabili: ve ne sono davvero tantissimi, impossibile fare una stima.

Avete individuato il tema che fa per voi. Poniamo questo caso. E volete sostituire quello che utilizzate attualmente.

Non siete i primi, non sarete gli ultimi. Ma dovete prestare attenzione e fare le cose per bene, lato SEO, per non correre rischi in termini di posizionamento. Questa checklist è stata stilata originariamente da Distilled e modificata coinvolgendo le esperienze del team GT.

Checklist: 22 cose da fare nel cambiare tema con WordPress.

Eseguire il backup di tutto il sito: del database, dei file relativi al tema e di tutto il resto. Così da poter sempre tornare indietro.

Utilizzare la funzione “Live Preview” per avere un’anteprima in tempo reale delle modifiche.

Verificare che il tema sia compatibile con tutti i browser principali: Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari.

Come si presenta il sito sui dispositivi mobile? Cura gli aspetti legati al tema su Android, iOs e simili. Se poi pensi che il tuo traffico derivi principalmente da mobile, valuta se investire direttamente su un tema responsive.

I meta ed i title della nuova versione sono a posto? A meno di casi particolari, vi consigliamo di demandare la gestione dei meta e dei title ad un plugin apposito (come WordPress SEO by Yoast). Se con il tema attuale avete messo le mani nel codice per inserire robots, title o description, sfruttate il passaggio alla nuova versione anche per disaccoppiare la gestione di queste informazioni dal template.

Ottimizza le nuove immagini: che i nomi siano a tema, non sempre generici (es: logo.jpg e simili), che gli alt siano gestiti correttamente. Ma non ci dimentichiamo delle prestazioni del sito: valutate se vi convenga creare una sprite css per il nuovo tema e verificate che le immagini siano compresse.

Mantenere, nel passaggio al nuovo tema, la stessa gerarchia delle pagine che c’era in precedenza. Insomma, valutate che ad un cambio di tema non corrisponda anche un cambiamento nell’architettura informativa.

Controllare che nel nuovo template non vi siano blocchi di testo inutile ripetuti in molte pagine.

Eseguire un test di PageSpeed per capire se le modifiche stanno rallentando o meno il caricamento del sito web.

Sfruttate il cambio di template per valutare se è possibile eliminare/sostitute/aggiornare i plugin installati. Capita, ad esempio, che cambiando veste grafica alcuni plugin perdano di utilità o, peggio, che non funzionino a dovere.

Valutate bene come le nuove grafiche del tema vestono i vostri contenuti. Se può sembrare scontato parlarne per il template dei post, non sempre tutti si ricordano di valutare la grafica dei risultati di ricerca.

Favicon: il cambio di tema potrebbe essere il momento giusto per un update.

Visualizza la tua pagina come Googlebot e verifica che i tuoi contenuti siano individuabili (trovi questa funzione negli Strumenti per Webmaster).

Assicurati che le anteprime dei tuoi post siano sempre ottimali su Facebook, Google+ e che tutti i plugin social siano perfettamente operativi.

Ricordati di implementare sul nuovo sito il rel=author e/o il rel=publisher. Soprattutto se hai un blog personale, non hai scuse per non sfruttare i vantaggi dell’authorship.

Ottimizzare lo spazio dedicato all’advertising. Un cambio di tema è l’occasione migliore per queste considerazioni.

Determinare il numero ottimale di post da mostrare per pagina, prendendo in considerazione usabilità, leggibilità e design. Con un pensiero all’infinite scroll.

Rimuovere i collegamenti inutili dal footer.

Annuncia la novità ai tuoi utenti: presenta la nuova versione del blog.

Hai implementato il codice asincrono di Analytics?

Considerare l’utilizzo di strumenti come Disqus o The Floating Share Bar, senza però disdegnare le funzionalità di default di WordPress..

Confrontare il codice del nuovo tema con quello precedente: stai tralasciando qualcosa di importante?

Tu cos’altro faresti?

È vero: buona parte di questi punti fanno parte del vostro lavoro quotidiano. Probabilmente non vi servirà metterli in una checklist. Ma bando alla superficialità e occhi sempre aperti.

Inserireste altri passaggi obbligati nel cambiamento di un tema WordPress? A voi.

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