L’assurda battaglia dei Governi e degli Editori contro Google e i motori di ricerca


A volte ritornano.

L’11 Novembre Matteo mi ha segnalato un articolo di ilpost sui Giornali contro Google News. Non che fosse una notizia nuova, ma ogni tanto ritorna a galla. Personalmente non ho mai approfondito la questione in quanto lontana dalla mia comprensione/accettazione e a dir poco assurda.

Mi sono sempre detto, alla lettura di articoli e opinioni sul tema:

“Dai non è possibile. Qualsiasi persona con un minimo di buon senso non può ambire ad una cosa simile.”

Non sempre purtroppo la nostra idea di buon senso va di pari passo con la realtà.

A tal proposito ho postato su Google+ la questione per sondare il terreno tra gli addetti ai lavori e soprattutto per ottenere un minimo di solidarietà.

Google news editori

e sono fioccati i commenti. Vi invito davvero a leggere tutti i commenti perché ce ne sono di interessanti. http://bit.ly/XJdwd4

Oggi ritornano ancora

Sempre su Google+ per bocca di Valerio leggo:

Google e l’obbligo di pagare gli editori
La Repubblica Francese, per bocca del Ministro Aurélie Filippetti, sta per dichiarare guerra a Google;

Giornali contro Google

Dove commenta l’articolo comparso sul Corriere.

Quello che è chiaro per noi SEO non è chiaro per tutti

o almeno vogliono farcelo credere.

Ora ai ministri, ai governi, agli editori proviamo a spiegare come funziona la questione (dato che sembrano ignorare la cosa).

Il Robots.txt questo sconosciuto

Per farla semplice (perché effettivamente semplice è) riprendiamo il primo capitoletto della definizione data dal Wiki GT su Cosa è il robots.txt:

Robots.txt è un file di testo posizionato nella cartella di root di un sito per comandare le attività degli spider.

Quindi detto questo mi sento di dare un consiglio agli Editori e ai Governanti. Copiate e incollate la seguente porzione di testo all’interno del vostro file robots.txt:

# Non vogliamo rubare soldi a nessuno
User-agent: *
Disallow: /

Il meta robots questo sconosciuto

Anche qui cerchiamo di semplificare per rendere comprensibile anche ai governanti di cosa parliamo sempre prendendo in considerazione la definizione usata nel Wiki:

Usato per comunicare allo Spider alcune informazioni riguardandi la pagina in cui appare.

Mi sento di consigliare agli editori che non vogliono essere disturbati il seguente uso:

<meta name=”robots” content=”noindex, follow”>

per agevolare l’eliminazione di tutti i loro contenuti dalle SERP ladre.

Per chi volesse maggiori informazioni è disponibile questa risorsa in inglese.

È finito il tempo delle imposizioni dall’alto

Quando non riesci con il merito ecco che arriva l’imposizione. Pensavo che solo in Italia ci fossero idee bizzarre di politici bizzarri, ma non sembra essere così.

Le parole della ministra francese:

Vogliamo ribadire un principio: chi fa profitti distribuendo i contenuti deve contribuire a finanziarne la creazione.

Se da un lato può essere vero, dall’altro lato è palesemente chiaro che qui si osserva la questione solo da un punto di vista di comodo perché fondamentalmente i punti sono 3:

  1. il modello attuale permette alle testate di fare soldi perché almeno fino ad oggi i soldi li fanno con il traffico e una buona parte di traffico arriva dai motori di ricerca.
  2. Esiste la possibilità di scelta. Come mostrato sopra si può dialogare con il motore di ricerca e prevenire la “distribuzione” dei contenuti.
  3. La questione Google News è poi ancora più assurda. Per essere inclusi va fatta una richiesta e vanno rispettati dei requisiti specifici.

Un’altra cosa che non mi torna…perché solo pochi eletti e perché solo contro Google? Mi spiego meglio.

  • Sul web ci sono infiniti produttori di contenuto quindi ad essere tutelati e pagati dovrebbero essere un po’ tutti.
  • Non esiste solo Google. Come mai la questione non viene sollevata anche contro altri motori di ricerca minori o scraper di contenuti?
  • E i Social Network? Anche questi non monetizzano con la partecipazione degli utenti che sono incentivati dalle testate stesse a condividere i propri contenuti?

Tante domande (e potremmo formularne altre) che non possono avere una risposta sincera e chiara poiché la questione è palesemente ridicola.

È finito il tempo dei favoritismi

È difficile stare al mondo da quando il Web lo ha rivoluzionato. Bisogna saper cambiare e adeguarsi perché la distruzione di tutte le barriere che prima proteggevano i colossi non ci sono più (o almeno molto meno). Siamo in una era dove bisogna saper lavorare con trasparenza e sudare.

Contadino

Siamo in una era dove è sempre più difficile manipolare l’informazione perché il popolo è sempre più vigile.

Siamo in una fase storica dove l’uomo è al centro e dove ogni persona ha la possibilità di aumentare il proprio capitale sociale a dismisura se lo merita. Ogni persona oggi ha un’audience che a sua volta ha un’audience.

Questa forza che oggi i singoli hanno nelle proprie mani è quella forza che in passato ha permesso ai popoli di fare rivoluzioni e di conquistare la libertà.

Questa forza è qualcosa che se usata nel modo giusto non permetterà mai più ai governi di trattarci come delle marionette. Questa cosa non deve passare! Alziamo la voce.

Proposta ai Motori di Ricerca per risolvere il problema

Faccio la mia proposta per risolvere il problema sollevato ed evitare ogni appiglio!

Cambiamo le modalità di indicizzazione e le policy di accesso ai contenuti da parte degli spider.

Obblighiamo i siti a specificare nel Robots.txt (tanto per dirne uno) la volontà di essere indicizzati oppure no tramite un’istruzione ad esempio come “INDEX-ME” che funzioni inversamente all’attuale sistema.

Attualmente come spiegato sopra a meno di bloccare l’accesso lo spider di default indicizza e dunque la proposta invertirebbe la cosa avendo come politica quella di non indicizzare finché non viene esplicitato.

Più lavoro per noi SEO e meno lamentele prive di fondamento da parte di chi vuole solo batter cassa senza merito.

Tra le altre non sono mancate iniziative datate da parte di Google per aiutare gli editori:

Adattarsi o Morire

Anno 2012, prossimi al 2013.

Corsi e ricorsi storico/politici non ci hanno proprio insegnato nulla. A quanto pare siamo molto bravi a fare i moralisti quando non ci vengono a toccare il portafoglio, ma molto meno quando quella morale dobbiamo rispettarla anche se contro i nostri interessi.

Io non so quanti editori italiani e non siano in accordo con questa proposta di legge, ma spero che siano davvero un numero esiguo.

Personalmente mi aspetterei una presa di posizione da parte dei principali attori per dimostrare la propria posizione sul tema in modo chiaro e soprattutto spiegando per quale motivo vogliono essere indicizzati (pur potendo decidere liberamente) e allo stesso tempo esser pagati.

Invece di piangere e lamentarsi tra le braccia della Mammina iniziate a creare valore e iniziate a ottimizzare i vostri siti al massimo perché la situazione almeno da come la vedo io è drammatica. Iniziate a tirar fuori idee originali per monetizzare con merito e non con la classica spintarella.

Mi sembra di sognare

Crozza in versione Antonio Conte direbbe:

È agghiacciante quello che dicono!!! http://www.youtube.com/watch?v=q1VPPN2OkIw&t=3s


La discussione su Google+ https://plus.google.com/u/0/109039914818614234734/posts/DUAD8txrzpB


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